aeroporto
Io, di madre vedova (modestamente), seconda di quattro, se volevo andare in America a trovare il moroso, dovevo andare a lavorare e guadagnare abbastanza. Ho fatto di tutto: babysitteraggi venerdi' e sabato sera; telefonate al call center, silenziosi pomeriggi all'ufficio del lavoro, a mandare avvisi di non so cosa a liste e liste di gente. Venduto profumi taroccati. Di tutto. Per un moroso, Dan, bellissimo ma assolutamente assente: mai una telefonata, mai una lettera...andavo io nella cabina di via Battistotti Sassi, con le mie monete, a chiamare una volta ogni tanto, che il cuore cominciava a battermi gia' in ascensore. Quando prendo il tunnel da Cambridge per andare all'aeroporto, mi viene sempre in mente quando io e Dan eravamo morosi, e lui doveva portarmi all'aeroporto che la vacanza era finita . Per risparmiare sul biglietto, chiamavo la mia amica Rossella Ferrari Bravo, che lavorava in agenzia viaggi, e la sua creativita' mi portava ...