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Showing posts from December, 2016

L'orologio

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Tantissimi anni fa mio padre aiutò a scrivere il testo della canzone La Vita l'è bela per Cochi e Renato. Quando, a sorpresa di tutti, diventò la canzone famosa che conosciamo, Pozzetto, per ringraziarlo, si sfilò dal polso il suo Baume & Mercier glielo regalò dandogli una leggendaria pacca sulla spalla: "Bravo, Beppe, grazie". Quell'orologio mio padre non se lo tolse mai più, era diventato parte del suo polso, del suo corpo. Non me lo ricordo neanche, mio padre senza. Poi una sera di tanti anni dopo ero a casa da sola con la mia amica a fare i compiti quando squillò il telefono. Era Carlo Sassi, un collega di mio padre, che cercava d'urgenza mia madre, che era da mia zia. Chiamai mia zia, e mia madre si precipitò al pronto soccorso del Fatebenefratelli, dove trovò il corpo di mio papà che era ancora caldo. Gli sfilò l'orologio dal polso, e quasi sottovoce gli sussurrò, 'Ciao, Peppi". Da quella domeni ca del 1982 mia madre ha s...

Mentre mangio gli avanzi di ieri

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"Ho fame", mi dico a voce alta. Mi alzo dalla sedia su cui sono seduta ormai da ore a lavorare a una traduzione dall'italiano all'inglese di un bellissimo documentario sull'autismo, e esco dal mio studio. Lo abbiamo fatto costruire qualche anno fa, il mio studio, facendo innalzare tre muri in un angolo del seminterrato, che è comunque molto grande e riesce ancora a ospitare il famoso "Cinema Moretti", una sala in cui Dan ha piazzato uno schermo immenso, un proiettore, un divano, delle poltrone, tante casse per il surround effect e una quantità quasi vergognosa di DVD. Fino a qualche tempo fa, una decina di nostri amici veniva il mercoledì sera a vedere un film con noi, ma poi tra che bisogna alzarsi presto e l'incapacità di mettere tutti d'accordo su che film guardare, l'appuntamento è a poco a poco stato abbandonato. Faccio i gradini   piano, seguita a ruota da Margot, la nuova gattina nera che mi pedina ovunque, e arri...

E io piango

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Dopo mesi e mesi di ricerche, di discussioni, di decisioni, di documenti da compilare, di pianti, di ansie, di attese oggi abbiamo avuto la bella notizia: Sofia è stata accettata allo Smith College. E io piango. Piango perché essere accettati a un college come Smith College non è da tutti e dire che sono fiera di lei non basta a rendere l'idea di quello che sto provando. Ho il cuore di sei misure più grande di quello che dovrebbe essere. Che dico sei: dodicimila! Piango perché Sofia non è cresciuta in una famiglia facile: le attenzioni non sono state date equamente a tutti e tre i miei figli. Ma lei è comunque andata avanti per la sua strada, ha camminato con le sue gambe lunghe lunghe e magre magre e è arrivata dove voleva arrivare: ha studiato, si è circondata da persone che l'hanno ispirata e incoraggiata, ed è diventata una persona bella e intelligente, e non ha mai per un attimo pensato di fare la vittima. Piango perché Smith College è dove...

Utero e ipocondria

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Il mio terrore da sempre è quello di avere una malattia gravissima e rara. Quando vado dal dottore, malgrado la mezza pastiglietta di Xanax che mi prendo un'oretta prima, la pressione è sempre altissima, e la mia dottoressa me la deve sempre misurare una seconda volta verso la fine della visita, mentre mi tiene la mano, mi dice di pensare a una spiaggia deserta (senza sapere che odio la spiaggia) e mi sussurra dolcemente che è tutto apposto. Per cui quando durante il mio ultimo ciclo mestruale non ho smesso di sanguinare dopo i tipici sei giorni, ho subito pensato che fosse la fine. Ovviamente, quando una persona come me ha la reputazione che ho io, nessuno la prende sul serio. Ho chiamato invece la mia ginecologa al decimo giorno di mestruazioni, e mi ha detto di fare un esame del sangue per accertarsi che gli ormoni e il ferro fossero a livelli normali, e mi   ha detto di andare da lei per una visita di controllo. Cosa che feci, malgrado avessi ormai smesso di ...