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Showing posts from June, 2012

Una bella gita

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Tra qualche giorno andiamo a Vieques. Io, Dan e i bambini. Ma dov’è Vieques, si chiederà chi sta leggendo. È un’isoletta a un’ora di traghetto da Porto Rico, che è una specie di colonia americana. Vieques è bellissima: per anni era stata utilizzata come base militare americana e dunque non era accessibile al turismo. Una delle poche cose positive di questa occupazione yankee è che, a differenza delle altre isole caraibiche, questa non è stata contamintata da villaggi turistici, americani cicciotti e rossi dal sole, ubriachi alle tre del pomeriggio. Vieques sembra essere rimasta agli anni Cinquanta, con le sue macchine vecchie, con il supermercato che puzza un po’ di carne marcia, le spiagge da sogno con le palme e la sabbia bianca e il mare azzurro che più azzurro non si può, con i cavalli selvatici (si dirà così dei cavalli di Vieques?) che si riposano a decine sotto gli alberi. Ci sono delle ville stupende, fatte costruire dai pochi americani che si sono accorti dell’iso...

La sfida

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Era la prima volta in trent’anni che ci litigavo. E è venuto fuori di tutto: le recriminazioni, le dita puntate, le cose dette per ferire. Tutto quello che per tutti questi anni è rimasto imbottigliato. Prima   o poi doveva pur venir fuori. Sul microonde c’era il suo libro, quello che Baldini e Castoldi aveva pubblicato nel 1992. Sulla copertina troneggia lui, che guarda di lato, come se stesse ascoltando qualcuno, in parte sembra divertito e in parte assorto. La ricordo bene quella foto, credo che mia madre ce l’abbia in camera sua. Anzi, forse era addirittura quella scelta da mettere sulla tomba. Non lo so. Ascolta,   ascolta quello che finalmente ho da dirti che sono anni che ce l’ho qui, gli dicevo ogni volta che passavo da lì: sta volta mi hai fatto davvero incazzare. Sta volta è stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso, straripare direi. La sua posizione intanto in questi gironi passati sul microonde non è cambiata: lui è lì ad ascoltare, qu...