Sfogo di una notte di fine novembre
Chiedo scusa in anticipo se uso questo spazio nato per gioco anni fa e diventato pubblico, per lanciare un lunghissimo urlo di una rabbia quasi primordiale che mi rigurgita in bocca un dolore che trovo straziante e allo stesso tempo terribilmente noioso, addirittura imbarazzante. Il fatto è che non posso neanche incazzarmi con nessuno in particolare. Mi rendo conto che ancora una volta non è colpa di nessuno se io mi trovo intrappolata in una vita che a volte mi sembra così complessa, solitaria e buia. In passato ho dato la colpa ai miei suoceri, poi agli amici, poi a Dan, poi al mondo, poi a ‘sto cazzo di ventunesimo cromosoma in più, impercettibile all’occhio umano eppure devastante. Poi al fatto che è umanamente difficile passare una vita a un oceano di distanza dalle uniche persone che potrebbero aiutarmi e incatenata in una famiglia bella ma estremamente complessa. È una realtà che a volte mi assale come un’onda anomala e che è difficile da gestire in modo...