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Showing posts from November, 2016

Anche io ringrazio

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Se rinasco spero di non essere un tacchino. Ma se proprio non ho scelta, spero di non vivere in America nel mese di novembre, perché ne vengono ammazzati almeno 238 milioni per la festa del Ringraziamento, che festeggia quella volta che gli inglesi salpati da queste parti stavano morendo di fame e i nativi (che noi chiamiamo indiani, ma sono americani) li avevano invitati a cena e, per sfiga dei posteri, avevano servito un tacchino disgraziato e neanche troppo buono. Anche se non sono inglese, non mi piace il tacchino e non sono cresciuta in America, credo che sia un'occasione di riflessione per ringraziare quello che ho, che è davvero tantissimo. Ringrazio, con un profondo dolore al cuore, che Trump abbia vinto, perché questa disgrazia spinge me e tutti quelli che la pensano come me a farsi un esame di coscienza, e smetterla di arrivare alla conclusione che chi non la pensa come noi sia un ignorante e stupido campagnolo. E ringrazio questa vittoria per...

Route 9

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Oggi nevica molto forte, qui a Becket. Durante il silenzio della notte l'autunno si è dipinto tutto di bianco: i rami degli alberi sono tutti bianchi, il tavolo da picnic è tutto bianco, come lo sono le quattro sedie che teniamo nel giradino, d'estate, per sederci a chiacchierare la sera, di fronte a un bel fuoco. Il primo pupazzo di neve della stagione è stato fatto da Emma alle sette emmezza di questa mattina, con due mirtilli per gli occhi, un fagiolino per il sorriso e due rami per le braccia. Ci siamo preparati abbastanza di fretta. Dovevamo andare a Amherst, a circa 45 minuti da qui, dove abita la sorella di Dan con la sua famiglia. Ogni anno Claudia organizza un pomeriggio di festeggiamenti dei tre compleanni di fila di Sofia, Sadie e Luca. Fa sempre preparare una torta con su scritto HAPPY BIRTHDAY SOFIA, SADIE & LUCA, e apparecchia la tavola con la delicatezza che conosce solo lei. Poi ci sono sempre i regalini, che Sofia e Sadie aprono frett...

Gli ultimi cinque giorni a Milano

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Sono a Milano ancora per cinque giorni e poi torno a casa. Questa volta, quando torno,   mi porto la mia mamma, che come ogni anno viene da noi per il compleanno di Luca. Per lei è un po' come quelli che ogni anno vanno a Lourdes, o a Cesenatico: non può neanche immaginare di perdersi quella mattina fredda del 12 novembre, quando Luca, ancora in mutande, apre solo un angolo di ogni pacchetto regalo e quasi subito annuncia enfatico ALL DONE! Devo dire che dà pochissime soddisfazioni, mio figlio, per quanto riguarda i regali. In compenso, da qualche anno ha imparato a soffiare sulla candelina, e anche a sputacchiare molto sulla torta. Sono passi piccoli per l'umanità, enormi per lui, anche se poi la torta sputacchiata ce la dobbiamo mangiare noi, mentre lui opta quasi sempre per dei biscotti molto più buoni. Ma comunque, come sempre divago. Dicevo, sono gli ultimi cinque giorni a Milano. Per quanto l'America offra ogni cosa che si possa immaginare, compre...