A proposito di privilegi
Dopo aver accompagnato la classe di Emma, una terza elementare, al museo di storia naturale, martedì mattina, sono tornata a casa stravolta. Faccio fatica, lo ammetto, a stare con 17 bambini superagitati in un ambiente pieno di scheletri e di serpenti sotto spirito, per non parlare del viaggio in pulmino, che mi fa venire una nausea indescrivibile. Sono arrivata a casa che era mezzogiorno passato. Sono riuscita a lavorare un quarto d’ora, prima che la scuola di Emma chiamasse per dirmi che aveva 38 di febbre. Ho chiuso il computer, e ancora con la nausea del pulmino e con un rinnovato giramento di coglioni, sono andata a prenderla. Due giorni di febbre, per lei e di prigionia per me, che non ho potuto far molto: abbiamo giocato a cose, città (ho vinto io: vinco sempre io), abbiamo giocato a Shanghai (ha vinto lei, perché ha barato), abbiamo letto, abbiamo chiacchierato, abbiamo fatto dei gran disegni e un bigliettino di auguri per il nostro vicino, Ray, che ieri ha c...