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Showing posts from March, 2018

Fobia vattene via

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Questa è una storia un po’ lunga, ma a lieto fine. Negli ultimi mesi, ragionandoci molto, mi sembra di aver capito da dove viene la mia fobia.  Tanti hanno delle fobie per cose che sembrano insignificanti, ma che per loro sono orrende perché li riportano a un momento traumatico della vita. Emma, per esempio, ha la fobia di vomitare, e quando dopo l’ennesimo attacco di panico le avevo chiesto perché secondo lei aveva così paura, mi ricordò di quella volta anni fa quando tutti e cinque, noi genitori e i tre ragazzi, avevamo preso lo stesso virus intestinale e facevamo a turno a vomitare. Mi disse di aver avuto il terrore che non ci fosse qualcuno pronto ad aiutarla. Per noi che non abbiamo questa fobia, sembra quasi una cosa assurda. Ma non serve a niente ricordarle che vomitare è una cosa normale, che capita e anzi spesso fa sentire meglio. Non serve a nulla perché non è il vomito in sé, ma è l’associazione. L’unica cosa che posso dirle è che la ...

Sui cani e sui loro padroni

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La mia terapista e mia sorella Serena stanno cercando in tutti i modi di convincermi a uscire di più, incontrare gente nuova, andare magari a lavorare in un caffè per stare in mezzo a persone. Ogni tanto lo faccio: una volta la settimana incontro il mio amico Richard, e quando la mia amica Cristina è qui e non a Roma, andiamo insieme in palestra. Poi è successo che dopo il tristissimo esperimento non riuscito con il mio cane Gus, che amavo follemente ma che era diventato estremamente aggressivo verso le persone, soprattutto Luca e Emma e che adesso è stato adottato da una coppia senza figli, ho deciso di provarci ancora e di prendere un altro cucciolo. Non un pitbull come Gus, che io non sono capace di gestire perché non so essere severa abbastanza, ma un a piccola labrador nera, Fiona, che in realtà è un incrocio con un cane da caccia, ma che comunque mi sembra essere molto più facile da gestire. Con lei tutte le mattine vado a un parco dietro casa che si...

Tutto il mondo è paese, purtroppo

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Stamattina, quando mi sono svegliata con la notizia della sconfitta della sinistra alle elezioni in Italia, mi è subito venuto in mente quel terribile giorno dopo le elezioni americane, quando vinse Trump. L’unica differenza, forse, è il fatto che mentre stamattina un po’ me l’aspettavo, quel novembre del 2016 ero annebbiata anche dalla sorpresa. Molte cose sono simili, però. La prima è la vittoria del populismo e della semplicità dei termini e dei programmi elettorali: i populisti se ne fregano dell’ideologia o dell’appartenenza a destra o a sinistra. Sono quelli che sono rimasti delusi dalle politiche precedenti, da cui non si sono sentiti appoggiati o rappresentati. In America, sono gli operai che hanno perso fiducia nell’establishment, sono quelli che cercano lavoro e non lo trovano, quelli a cui sono state promesse cose che non sono mai arrivate, gli invisibili che sono stati lasciati indietro. Si sono sentiti finalmente rappresentati da chi parla in modo chiaro, semplice e precis...