Il mattino ha l'oro in bocca
Non è solo perché piove ormai da tre giorni, e neanche perché sono appena tornata da Milano con il cuore insanguinato. Non è per l’ennesima crisi epilettica di Luca o per la paura che si tratti di una cosa ben più seria. È che quando mi sveglio alla mattina, verso le otto meno un quarto per portare Emma a scuola, sono molto suscettibile all’umore di chi mi sta attorno. Se qualcuno è teso, incazzato o risponde male, la mia giornata va a puttane. Una delle cose su cui dovrei lavorare con una terapeuta, e che conto di fare appena avrò 90 dollari alla settimana da spendere. Prendi stamattina. Mi alzo, mi vesto in fretta. Dalla finestra vedo il pulmino di Luca e scendendo le scale dico: “Bye Bye Luca! I love you!”. Invece sento Dan gridare con tono nevrastenico: “Luca è in camera sua! Portalo giù, no?”. Apro la porta della camera di Luca e infatti è felicemente coricato sul letto ad ascoltare la sua solita canzone. Si è tolto le scarpe. Gli dico di fare in fretta ...