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Showing posts from December, 2010

Monday morning

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Ieri sera è stata proprio una bella serata: mi sono incontrata in un bel locale con la mia amica Heather, e per due ore abbiamo finalmente chiacchierato, sorseggiando una buona birra locale. Aperto l'ombrello, dopo un paio d'ore ci siamo lentamente incamminate verso la mia macchina. Poi siamo state lì, davanti alla macchina, con la pioggia che scendeva forte, a chiacchierare ancora un bel pò. Siamo anche riuscite a vedere dalla finestra della casa accanto, la moglie del neurochirurgo che tirava giù le mutande per far pipì. Ciliegina sulla torta per l'ultima risata insieme prima di tornare a casa. Prince street, la via piccolina dove vivo da tre anni e mezzo non ha neanche un posticino per la mia macchina, troppo grande per qualsiasi parcheggio. Continuo, giro a destra imboccando Pleasant street. Parcheggio: stretto ma va che ci sto. Dopo un paio di manovre, sono perfetta. Tre centimentri davanti, uno e mezzo dietro. Prima di spegnere l'IPod, mi faccio...

Esercizi di scrittura

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È ormai più di un anno che ci lavoro. Al libro, dico. Più di un anno speso a ravanare  dentro al mio passato, a cercare di trovare la chiave per poter finalmente lasciare  tutto così e andare avanti con la mia vita. Anzi, forse iniziarne addirittura un'altra. Vorrei una vita che non abbia più il sapore della morte, o il sapore della distanza o  quello della malattia mentale. Lo so che è chiedere troppo. Dopo tutto, la mia vita ha  preso le curve e le botte che ha preso proprio perché mi è morto il papà che avevo  quattordici anni, o perché a diciannove mi sono perdutamente innamorata di un  uomo dall'altra parte dell'Atlantico. Oppure, anzi e anche, perché poi ci è nato un  figlio handicappato. Grave. E adesso arrivo qui e mi dico che basta, voglio vivere una vita senza che queste ombre mi sopraffaccino, questi aliti sul collo che mi accompagnano ormai da anni e francamente mi pesano. Come fare dunque a dire mettetevi da parte, adesso la vita...