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Showing posts from August, 2024

L'Ernesto

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Ho fatto un sogno a puntate.  La terza e ultima è stata l’altra notte. È finita la prima stagione di una storia incredibile e, come tutte le serie che si rispettano, gli ultimi dieci minuti finiscono in modo tale che non vedi l’ora che esca la seconda stagione. Durante la prima puntata, siamo Dan e io in via Lomellina. Stiamo tornando dalla Cooperativa, un locale che sta lì. È sera. Ad un certo punto, Dan viene raggiunto da un uomo e cominciano a parlare tra di loro. “Ti presento Ernesto”, mi dice Dan un po’ timidamente. Prosegue dicendomi di tornare a casa; lui sarebbe uscito con il suo amico. “Ma come, perché non posso venire anch’io?” Dan risponde frettolosamente un no, no, tu devi andare a casa, prende l’Ernesto a braccetto e se ne vanno insieme verso viale Argonne.  La mattina dopo, Dan non c’è. Ha passato la notte fuori, ma arriva quasi subito, felice come una Pasqua. Gli chiedo spiegazioni e mi dice di essere andato con l’Ernesto a un concerto di Martin Sexton, “È stato...

Logan Airport, Terminal E

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L’altro giorno sono uscita tutta di corsa per andare all’aeroporto di Boston a prendere mia sorella. Dopo aver parcheggiato a tipo tre chilometri da dove dovevo andare, sono arrivata di fronte alla porta doppia da cui esce chi arriva dall’estero. Terminal E. Davanti c’è uno spazio a semicerchio abbastanza grande interrotto da una sbarra di metallo, dove si appoggiano amici e parenti dei viaggiatori che aspettano. Si crea, tra noi che ogni volta che si apre la porta sussultiamo, una specie di cameratismo. Ammetto che, personalmente, quando arriva qualcuno e si abbraccia con chi lo aspetta, mi viene una punta d’invidia. Ci sono sempre due pensieri che mi sorgono ogni volta che aspetto qualcuno.  Il primo è che davvero siamo tutti come dei pezzi di puzzle sparsi qua e là nel mondo, legati da affetti e amori che si riuniscono attorno a quella sbarra di metallo e in qualche modo riportano ordine nelle relazioni, nel cosmo intero. Proprio come due pezzi di puzzle che finalmente combacian...

E mi fa: "I love you"

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  Il fatto è che quando ci viene a trovare Luca, dal venerdì pomeriggio alla domenica due volte al mese, io sono costretta a diventare il suo peluche preferito. Non posso andare in bagno, cambiare stanza, sedermi sul divano a guardare la tele, parlare al telefono per più di sette minuti.  Dormire. Sì, perché lui diventa completamente ossessionato da me, in modo anche poco sano, direi. La sera, quando è ora di andare a letto, Luca diventa un enorme pietra di quarzo: si corica per terra in cucina o in sala e da lì non si muove fino a quando io vado con lui in camera sua a dormire. A volte, lo ammetto, ho ceduto, andando contro tutte le teorie terapeutiche comportamentali, che dicono che se accetti una volta, è fatta. Insomma, invece di essere stra felice di vederlo, mi prende un colpo già da venerdì notte, di solito verso le due o le tre, quando se mi muovo lui si sveglia, per cui rimango con la sua testa sulla mia faccia, i suoi piedi attaccati ai miei, scomodissima. Io e Dan a...