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Showing posts from January, 2026

Chi sei? Cosa vuoi? Un fiorino!

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Sono già passati quasi trentaquattro anni da quando verso le sei di sera, io e Dan ci recammo al Comune di Highland Park, NJ, dove abitavamo e frequentavamo l’università, per sposarci. Avevamo appena finito di frequentare le lezioni di quel giorno e ci eravamo incontrati a casa verso le cinque. Con noi c’erano due amici, la sorella di Dan e suo marito. La mia amica mi fa: “Allora come ti vesti?”. “Non lo so”, avevo risposto un po’ nel panico. Non ci avevo pensato per niente. Insieme setacciammo il mio piccolissimo guardaroba e trovammo una gonnellina nera e una camicetta verde scuro. Quando arrivò, Dan, mi diede un bouquet di garofani, l’unico che potevamo permetterci e fu da quel preciso istante che il mio occhio destro cominciò a tremare e smise soltanto dopo la cerimonia, se così si può chiamare. Con i nostri quattro amici, andammo a piedi al piccolo Comune, dove trovammo una scrivania con dietro una segretaria. “Siamo venuti per sposarci”, dicemmo un po’ timidi. Senza neanche l’acc...

Una settimana senza vino

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  Si chiama Dry January ed è un’usanza anglosassone abbastanza comune, soprattutto tra noi persone che beviamo un po’ troppo. Per chi ha insistito a fare tedesco alle medie,  dry significa asciutto, quindi, la traduzione letterale è: gennaio asciutto. Si comincia il primo giorno dell’anno e fino al 31 non si tocca alcol. Fa bene, mi dicono. Fa bene al fegato, fa bene al cervello, al sonno, all’energia. Inoltre, aiuta la propria autostima, nel senso che interrompere un’abitudine quotidiana da un giorno all’altro ci regala quel senso di controllo che abbiamo sul nostro corpo e sulla nostra psiche. Iniziare è facile: il giorno dopo Capodanno, quando ci si sveglia tutti abbruttiti dalla serata alcolica, è facile rinunciare al vino. Si va a letto tutti ringalluzziti pensando, dai che non è poi così difficile. Ci si sveglia riposati e ringiovaniti. Cazzo, non bevo da 18 ore e mi sento un fiore! Poi arriva l’ora di cena e a tavola c’è una tristissima caraffa d’acqua del rubinetto: ...

Non la vedo facile: buoni popositi per il 2026

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Rieccomi, dopo tanto tempo. Inizio subito con l’annunciare che il primo buon proposito è di postare più spesso le mie avventure sul blog. Quindi, chi vuole continuare a non leggermi, può farlo con una puntina quasi irrisoria di senso di colpa. Per voi sette che invece vi divertite con le mie storie, I’m back, come si dice da queste parti. Ma di buoni propositi ne ho altri. Quest’anno ho cercato di non cadere nella solita trappola perdere-peso-palestra-mangiare-sano-fare-la-brava-non-bere-troppo, perché dopo tanti anni ho capito che vanno bene per le prime tre settimane di gennaio e poi basta. Quest’anno sarà diverso (forse): ho cercato propositi più concreti, raggiungibili così, per non perdere fiducia in me stessa.  Comincio: vorrei lavorare di più su tutte le idee che mi vengono e dirmi: certo lo farò. Una per volta, altrimenti ciao. La prima è di cominciare a scrivere racconti con personaggi semi-inventati e offrire loro delle avventure.  vorrei che il mio nuovo libro...