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Showing posts from February, 2020

Lo spettacolo è finito

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Finito. Finito anche questa volta il mio bellissimo periodo italiano. Finisce la mia ansia di dover presentare a tutti quelli che hanno voluto ascoltare il mio lavoro, i miei pensieri su come meglio essere genitori, mettendo in conto anche gli errori di percorso, che tra l’altro credo siano non solo inevitabili, ma necessari. Devo ammettere di aver vissuto con un po’ di ansia il mio arrivo in Italia. Avevo fatto leggere il libro a pochissime persone prima che uscisse e davvero non avevo idea di come potesse essere accolto dai più. Sono atterrata a Milano tre settimane fa con tanti dubbi e tanti pensieri. E invece, come sempre, è andato tutto meglio di quanto mi potessi immaginare. Si pensa sempre, forse con un fondo di verità, che i social media, a partire da Facebook, siano delle realtà immaginarie, fittizie. Che ti facciano sentire al centro del mondo ma che in fondo siano solo delle illusioni. Che le persone con cui si interagisce, che non...

A duecento metri giri a destra

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--> Roma è bellissima. Sembra quasi di essere in un film. Siamo arrivate martedì a mezzogiorno, io e mia sorella Serena, e dal momento in cui siamo scese dal treno, abbiamo girato come delle trottole, accompagnate da una bellissima Rosanna, ufficio stampa di Sonzogno, tra radio, televisione e presentazione del libro. L’affetto che si trova nelle città in cui non si vive lo si apprezza con maggiore entusiasmo e con sorpresa. Il giorno dopo, prima di partire per tornare a Milano, abbiamo passato un paio d’ore nello studio di Radio24, dove il mio caro amico Gianluca Nicoletti, con tanto di figli, ci aspettava per una bella intervista. Poi siamo andati tutti (Gianluca, Filippo e Tommy compresi) alla stazione Termini, dove abbiamo mangiato sorprendentemente bene, e ci siamo salutati. Loro andavano a Reggio Emilia per iniziare a girare il loro secondo film, Serena a Bologna e io a Milano. Dopo aver osservato per più di tre ore un signore distinto seduto d...

Giù in via Lomellina

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Il bello di Milano non è il Duomo, l’Ultima Cena, la Galleria o via della Spiga. Il bello di Milano è atterrare a Linate, prendere un taxi e arrivare, dopo dieci minuti, in via Sismondi. Il bello è alzare gli occhi al quarto piano per vedere se la mamma è sul terrazzo ad aspettarmi. È scendere dal taxi con un po’ di magone, attraversare la strada tentando di non essere investiti dalla 93, suonare il citofono VIOLA e dire: “Sono io!”. Aprire il portone, fare i tre scalini, prendere l’ascensore con quel suo odore leggendario, famigliare e inconfondibile e schiacciare quarto piano. Aprire la porta e abbracciare mia mamma con uno di quegli abbracci da dopoguerra, quando chi non è stato ammazzato dal nemico torna a casa. È bello attraversare il corridoio e arrivare nella mia cameretta, con i maron glacé sul comodino che mi compra sempre la mia zia Pupa, che è una delle persone più dolci e generose del mondo. È bello sedermi su una delle poltroncine in...