Cinquanta tra ricordi, rughe e progetti
Malgrado i tatuaggi, le parolacce, il bicchiere di vino in più la sera, le minigonne anche se ho le gambotte, tra un mese compio cinquant’anni. Si vede che non sono più giovane: i capelli stanno diventando grigi, quando la mattina mi alzo dal letto mi fa male la schiena, un’anca, il piede sinistro e la prima parola che esce dalla bocca impastata ancora di sonno è ahia. Le mie mani sembrano più rugose, e anche il collo e la fronte. Per non parlare degli ormoni, che mi fanno fare talmente tanti su e giù con l’emotività che a volte mi sembra di essere su una montagna russa. Oltre ai capelli bianchi e al male all’anca, avere cinquant’anni vuol dire avere accumulato un sacco di ricordi. Ricordo ancora in modo vivissimo lo schiocco dei baci di mio papà, o quando ballava in cucina, in mutande, per farci ridere. Ricordo me e le mie sorelle quando giocavamo a negozio: Renata faceva sempre la farmacista, io la banca e Anna la fruttivendola. Ricordo quan...