Posts

Showing posts from November, 2022

Prince Street, Cambridge

Image
Come tutte le mattina, anche ieri Emma, tra vestiti, trucco e parrucco ci ha messo tre ore per prepararsi per andare a scuola, e verso le otto e venti, come tutte le mattine, ho cominciato a dare fuori di matto perché siccome la accompagno io mi stufo di aspettarla. Come tutte le mattine, ieri le ho detto:” Ti aspetto in macchina” per calmare i nervi e anche per liberare la mia Jetta rosso fuoco da un parcheggio oggettivamente scomodo. Come ogni mattina, sbuffo.   Ah, un attimo: per raccontare questa storia devo prima spiegare dove viviamo, altrimenti non si capisce. Sulla nostra strada, Prince street, le case sono tutte di legno, ognuna di un colore diverso. La nostra, a schiera, è attaccata ad altre due. Noi viviamo in quella di mezzo. Il retro di ognuna delle casette ha una porta a vetri che dà direttamente a una piccola veranda. Oltre alle tre verande, c’è un sentiero pavimentato con dei mattoni, oltre il quale ci sono altre quattro casette, anche loro a schiera, più piccole de...

Non mi viene (quasi) più da piangere

Image
    Certe volte ho paura di non piangere più abbastanza per la morte della mamma. Senza dubbio è un chiodo fisso, è una mancanza viscerale. Ma è anche vero che, a differenza di mesi fa, piango meno. La paura è che questo significhi accettare che non ci sia più, ma non solo: che la sua mancanza mi pesi meno.   Ci pensavo oggi, quando ero in macchina da sola. È ancora autunno, e a Becket ha già nevicato un paio di volte. La Route 20, che prendo ogni volta che vado da casa a Lee, il paesino a venti minuti che ha supermercati, negozi e ristoranti, è bellissima. Attraverso molti boschi, che adesso sono spogli e mi viene sempre da pensare che la natura è proprio strana: proprio adesso che viene il freddo, gli alberi decidono di togliersi tutti i vestiti. Mi fa freddo solo a vederli.     Ad un certo punto, sulla sinistra si vede un grande lago, bello, circondato da casette tutte di legno e di alberi, mille alberi. La strada attraversa una collina, e a seconda dell’alti...

Ventisei anni diversi

Image
  Ieri Luca ha compiuto 26 anni.   Pur sapendo che non gli piace aprire i regali, come ogni anno glieli ho impacchettati. È difficile scegliere cosa regalargli, perché non ha nessun interesse se non l’Ipad, che ascolta sempre. Ma è per me un’opportunità per comprargli quello che gli serve: magliette, pantaloni, calze e mutande, cose del genere. Oltre a queste cose decisamente noiose, gli impacchetto anche quello che preferisce  mangiare: la maionese, i biscotti Oreos e i crackers Goldfish, che ama. Poi gli scrivo un bigliettino che può leggere: Luca, I love you, mommy. Non sono tante le parole che può leggere, ma quelle che conosce sono essenziali.   E come immaginavo, la mattina dopo, quando l’ho svegliato facendogli gli auguri e portandolo (di forza) in cucina, sul cui tavolo c’erano i pacchettini, è scappato in camera sua urlando ALL DONE! ALL DONE!   Certo che non me la prendo, anzi, mi fa molto ridere il fatto che il suo modo di affrontare il compleanno sia...