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Showing posts from January, 2016

Shoah. Per non dimenticare.

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ILSE, A CHILDHOOD FRIEND of mine, once found a raspberry in the camp and carried it in her pocket all day to present to me that night on a leaf. IMAGINE A WORLD in which your entire possession is one raspberry and you gave it to your friend.                                                                 (New England Holocaust Memorial) Oggi si festeggia nel mondo la Giornata della Memoria. In un certo senso è brutto che si sia dovuto scegliere un giorno, un solo giorno all’anno per ricordare le atrocità naziste, perché dovremmo non dimenticarcele mai, in nessun momento. Però, se non altro, sappiamo che almeno un giorno, se leggiamo il giornale o andiamo sui social network, volenti o nolenti ci soffermiamo a guardare delle foto dei campi di concentramento, o a leggere un articolo, o un’intervi...

il Gruppo

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È morta la Franca Monti. Sono sconvolta. Assolutamente impietrita dal dolore. La Franca Monti era parte integrante del Gruppo, della mia vita. La più giovane, la più bella. Sempre vestita rigorosamente di nero (al massimo marrone), con dei gioielli d’argento strepitosi, i capelli neri lunghi tenuti con uno chignon per anni, la sua bicicletta, il suo sorriso che sembrava un’attice francese. ‘Le mamme sono sconvolte’, scrive mio cugino Fabio su whatsapp stamattina. Faccio parte di un gruppo che si chiama “Il Gruppo” dal mio ultimo anno di asilo. Il Gruppo si era formato nella scuola elementare di via Mezzofanti, a Milano, quando alcuni genitori hanno cominciato a lamentarsi della precarietà dei servizi scolastici. Erano gli anni caldi, in cui si facevano i ciclostilati, i sit-in, le riunioni. Gli anni di impegno sociale, che hanno caratterizzato la vita in Italia, ma anche la vita nella mia famiglia.  Il Gruppo parte da lì. Ne fanno parte 10 famiglie storiche: i Ferr...

Lezioni di solitudine

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L’avevo già scritta da qualche parte questa mia peculiarità, lo so, ma mi ripeto: è da quando sono piccola che immagino sempre di avere delle persone con me. Non è esattamente una immaginazione, a dire il vero È più una fortissima sensazione, anzi: è una certezza, solo mia. Con queste persone ci parlo, condivido dei momenti anche stupidi: un viaggio in macchina, una canzone, un passo di danza appena uscita dalla doccia, una sauna. Sono davvero lì, per me, con me. Non le vedo, ma le sento, le annuso. A volte le abbraccio. Non sono mai persone a caso, ovviamente. A volte sono amici lontani. Sono mia sorella. Sono il Giorgio. Sono una persona che non conosco ma con cui parlo su Facebook. Sono persone che vorrei conoscere, tipo Barack Obama o Marlon Brando in Fronte del Porto. Stanno lì, queste persone, mi fanno compagnia sempre. Prendi stamattina, per esempio. Non avevo per niente voglia di andare in palestra, e ho fatto uno sforzo sovrumano, dopo aver bevuto il terzo...

Domande alla 24enne in palestra

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Sono tornata in palestra dopo mesi di assenza. Da casa mia sono sette minuti a piedi, e durante il tragitto ho quasi fatto marcia indietro dodici volte.  Ma è   bello arrivare dopo così tanto e scoprire che non è cambiato quasi nulla: rimane nell’aria lo stesso odore di linoleum, dello shampoo e del balsamo della doccia, gli stessi suoni dei tapis roulant che girano e girano facendoti fare chilometri senza andare da nessuna parte, la musichetta inutile, la signora che pulisce gli spogliatoi che mi saluta con affetto. Sono entrata fingendo una convinzione tipica del 4 gennaio, dopo i vari buoni propositi che si fanno, sperando che durino. Mi sono messa i miei vestiti della palestra: pantaloni che uso ormai da mesi come pigiama, una t-shirt con una patacca davanti, un paio di scarpe di sei anni fa un po’ sporche di fango perché le uso a Becket, calze spaiate. Tanto, mi dico sorridendo da sola, non siamo mica qui per farci notare, no? Ho riempito la mia...