A Dan, nel giorno di San Valentino
A pensarci bene, io e Dan non avremmo neanche dovuto incontrarci: lui abitava in un paesino del Massachusetts e io a Milano, zona Città Studi. Lui parlava poco l’italiano, io non parlavo inglese. Lui ascoltava i Velvet Underground e io De Gregori. Poi invece per un caso stranissimo, le nostre due vite si sono incrociate per qualche mese, quando io ero negli Stati Uniti come ragazza alla pari. Ma poi, anche lì: io sono tornata a Milano e lui è rimasto là, lontano. L’Internet era una cosa da fantascienza, allora, e le telefonate le si facevano con le duecento lire, che io raccimolavo per casa per andare a telefonargli nella cabina di Piazza Adigrat. Gli scrivevo lettere d’amore struggenti e quando avevo abbastanza soldi, andavo a trovarlo. Ma nessuno avrebbe immaginato che dopo tre anni di telefonate a duecento lire a volta ci saremmo ritrovati ancora. E invece, le nostre vite si sono incrociate ancora, per la seconda volta. Poi sono venuta a vivere con lui e ci ...