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Showing posts from January, 2011

Emma, Luca e la metropolitana

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Di solito il finesettimana andiamo a Becket. Tre anni fa abbiamo comprato una casetta, tutta di legno, nel mezzo di una foresta bellissima, tra cinque laghi. È a circa due ore da Cambridge, dove abitiamo. C'è una stufa a legna, la tappezzeria verde che circonda la sala stile è anni Cinquanta, e il resto è legno, parquet e silenzio. Io e Dan il venerdì, quando arriviamo, portiamo a letto i bimbi già mezzi addormentati dal viaggio, sistemiamo le provviste nel frigorifero, ci apriamo una bottiglia di vino e ci sediamo davanti al fuoco a chiacchierare. Dan ha appeso delle lucine tutte intorno alla parte, di quelle che si mettono sull'albero di Natale. Spegnamo tutte le altre luci, e parliamo, un pò sottovoce, per non svegliare nessuno. La nostra casetta di Becket rappresenta affetto, confidenze, momenti intimi e familiari tra me e Dan, ma anche momenti importanti coi bimbi. Questo finesettimana, però, abbiamo (ho) deciso di rimanere a Cambridge: Emma, anni quat...

Non venirmi a dire

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Il trenta di luglio credevo di compiere quantantun anni, ma ho scoperto che ne avrei fatti quarantadue. Il che vuol dire che è da quando ne ho ventisei che non ho un impiego, che non mi sveglio la mattina e vado da qualche parte a lavorare. Si, perchè quando avevo ventisei anni è nato Luca, il mio bambino desiderato come si desidera un miracolo, un caffé la mattina. Solo che il mio miracolo è nato diverso: sindrome di Down, autismo. Lasciamo da parte lo strazio emotivo, che in questo momento faccio finta di non prendere in considerazione, perchè voglio invece sottolineare la parte pratica: terapiste (tre) tutti i giorni, da quando Luca ha quattro mesi, che vuol dire trovare la terapista giusta, stare a casa con loro mentre lavorano con lui, vuol dire andare a fare riunioni su riunioni per convincere quei signori che hanno il potere di decidere che Luca ha bisogno di più terapia, o di una scuola speciale. È da quando ho ventisei anni che mi incontro con i neurologi...

Voglie

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Ho voglia. Ho voglia di andare a un concerto di Vasco Rossi e piangere per Alba Chiara Ho voglia di andare al mercato del mercoedì di piazza Piola e comprarmi una gonna per cinque euro Ho voglia di andare a trovare il Giorgio e portargli le paste Ho voglia di prendere il treno Milano-Bordighera Ho voglia di mangiare un pollo allo spiedo Ho voglia di prendere la cinquantaquattro, scendere in San Babila, incontrare un vecchio fidanzato, e andare a berci un caffé Ho voglia di andare dal panettiere di via Lomellina e farmi fare le feste, che mi chiedono quando sono arrivata e quanto mi fermo Ho voglia di un caffé della Torrefazione Ho voglia di un marron glacé Ho voglia di ascoltare Radio Popolare e ridere del Paolo Maggioni Ho voglia di Nevruz Ho voglia de sentire l'odore dell'ascensore Ho voglia di andare a sbirciare nei cassetti della scrivania di mio padre Ho voglia di spolverare il tavolo in sala e trovarci ancora le scritte di quando ero ragazzina che dico...