Malinconie in treno
La mia vita a volte sembra un po' come il viaggio in treno Bologna-Firenze: fuori un paesaggio della madoona, di quelli dei quadri rinascimentali con le colline nella nebbiolina, i cascinali antichi, i campi infiniti, che però non puoi vedere per via che ogni due minuti c'è una galleria. (Non c'entra comunque assolutamente con quello che voglio scrivere, però, dai, è un inizio figo, no?). Ieri sera sono arrivata al teatro di Bologna con mia mamma, le mie sorelle e mia figlia di dieci anni. Abbiamo incontrato un po' di amici, quelle sere che arrivi e saluti entusiasta, abbracci persone che non vedi da tempo, vai a cercare il posto e fai due battute prima che abbassino le luci di sala. Come se fossi andata a vedere uno spettacolo qualunque. Come se tutta quella cosa non toccasse me. Non avevo messo in conto l'impatto, come sempre d'altronde. A volte forse è meglio così. Ci si salvaguardia dalle mattine dopo come questa, gonfie di malinco...