Posts

Showing posts from January, 2013

In questo momento per me

Image
Finalmente un momento per me. Sono oramai giorni che cerco disperatamente di essere di conforto a chi mi sta attorno, che cerco di pesare le parole per esprimere punti di vista forti, difficili da dire e ancora più difficili da ascoltare. È come il gioco ai giardinetti su cui si cerca di bilanciarsi, uno da una parte e uno dall’altra, per andare su e giù, ma anche per provare, insieme, a trovare il punto perfetto per stare sospesi in aria. Dò supporto cercando di mandar giù momenti ormai antichi di solitudini, di vuoti, di mancanza assoluta di supporto per me, perché forse non sono mai stata brava a chiedere io una mano, o forse perché la situazione era tale che una mano avrei dovuta riceverla a priori. Dò supporto, forse, anche per far capire come il non darlo è riservato soltanto a chi non vuol vedere, per fare apprezzare l'attimo di un abbraccio, per far capire come si sta male senza. In fondo lo faccio anche per creare un sottile senso di colpa, per...

Welcome to America!

Image
Ieri è stato un giorno importante per gli Stati Uniti: l’inizio di altri quattro anni della presidenza Obama, che per tanti è segno di speranza per un futuro migliore. Lo sperano soprattutto i liberali, che finora sono rimasti abbastanza delusi da come il presidente abbia non soltanto appoggiato, ma amplificato le metodologie imperialiste e aggressive proposte da Bush: il tanto odiato e criticato Patriot Act, con i suoi usi osceni di torture e di snobbismo nei confronti di leggi internazionali, è stato approvato da Obama. La sua guerra unilaterale con le persone nel mondo considerate terroriste malgrado nessun tribunale abbia per ora potuto accertarlo, i suoi bombardamenti del martedì mattina che fanno centinaia di vittime. Ci sono comunque speranze, tra i liberali, per quanto riguarda la politica interna: si spera che Obama continui la sua battaglia sulla sanità e sull’educazione, aspetti questi che finora hanno lasciato gli Stati Uniti a migliaia di chilometri ind...

Amore e anarchia nel New Jersey

Image
Erano gli anni che io e Dan abitavamo in un paesino del New Jersey che si chiamava Highland Park. Ci eravamo andati a vivere dopo che Dan era stato un anno a Milano. Avrebbe dovuto andarci solo lui, a dire il vero, ma io un pomeriggio uggioso seduti al tavolo della cucina di mia madre, gli annunciai che sarei andata anch’io. Cerco sempre di cancellare nella mia mente l’espressione inequivocabile di vuoto e desolazione che gli venne tra una macina del Mulino Bianco e l’altra. Ma transit. Dan era stato accettato nel programma  di dottorato di letteratura italiana alla Rutgers University. Avrebbe studiato come una bestia, e insegnato corsi base di lingua italiana agli studenti di primo anno. Io, con i soldi che avevo ricevuto della liquidazione di mio padre, mi ero iscritta a un piccolo college della zona per studiare grafica pubblicitaria, di cui mi ero appassionata dopo aver lavorato all’agenzia editoriale di Giovannino Fabbri, nel senso di Fabbri editore. Passa...

La solita lista

Image
Cosciente del fatto di non essere affatto originale, ogni trentun dicembre sono lì a menarmela su come affrontare il nuovo anno, che spero sempre porti saggezze e ricchezze che ormai dovrei aver capito essere, per dirla alla Crozza, da sogno. Ecco comunque cosa ho in serbo per l’anno a venire: -        -  mettermi più spesso la gonna -        -  perdermi meno spesso in un bicchier d’acqua -        -  saper dire la mia senza fare sempre arrabbiare chi mi ascolta -        -  trovare un negozio a Boston dove vendono i maron glaces -        -  alzarmi prima che arrivi il pulmino di Luca tutte le mattine -        -  superare la fobia dei giardinetti -        -  far finta meglio -        -  non farmi convincere dalla mia dottoressa di smettere di...