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Showing posts from September, 2015

La Luna è una lampadina (cit.)

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Nella mia sana ignoranza non avevo mai sentito parlare della luna rossa. O forse sì, ma non avevo la più pallida idea di cosa volesse davvero dire. Pensavo fosse magari il legame donne-luna e quindi in qualche modo legato al ciclo mestruale, per dire.  Poi i giornali americani e anche quelli italiani ne hanno fatto notiziona da prima pagina, e siccome si sarebbe vista di domenica a un’ora decente mi sono detta che forse sarebbe valsa la pena ricordarsi di andarla a vedere. Alle nove Emma era già a letto, stravolta da un finesettimana in campeggio; Luca aveva annunciato, a modo suo, che se ne sarebbe stato in camera sua e di non disturbare e Sofia anche lei era già sotto le coperte a leggere un libro che le ha prestato il suo prof. di inglese.  Io e Dan abbiamo messo il guinzaglio ai cani e ci siamo incamminati verso Dana Park, a quattro isolati da casa nostra perché da lì, appostato sul grande prato, si sarebbe potuto assistere al Grande Evento.  La luna er...

Un Yom Kippur cattolico

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Durante una litigata anche abbastanza animata, Dan mi ha detto che io non chiedo mai scusa.  Sono affermazioni su come sono io, queste, che mi deve dire lui, perché io non mi accorgo neanche di essere così. E, per dirla proprio tutta, sono anche le affermazioni che mi fanno più incazzare quando gliele sento dire, soprattutto durante una litigata (in cui avevo ragione io, tra l’altro), perché se me lo dice deve essere vero e fanno un male della madonna. Un brutto difetto da avere, quello di non chiedere mai scusa. Pensavo a questa e altre cose oggi, mentre guidavo la mia Jetta diesel, che a quanto pare inquina più della diossina. A proposito dello chiedere scusa, per esempio: pensavo a quanti sono gli atteggiamenti che si hanno nei confronti degli altri, o quante le cose che si fanno, o le parole che non si dicono che possono ferire. Pensavo alla fragilità di noi umani, che ci crediamo così invincibili, così giusti, con le nostre convinzioni da bar che cadono come...

I corsi di scrittura non fanno per me

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In un momento di profonda noia, la settimana scorsa sono andata a vedere che corsi offre la scuola di scrittura che si affaccia con un po’ di timidezza sul parco nel cuore di Boston. Ne ho trovato uno che ha catturato la mia attenzione, perché in sei settimane promette di insegnare   a organizzare il libro che hai nel cassetto da anni. Non il romanzo, ma l’altro, il ‘non-fiction’. Con un semplice click si paga e via, si parte. Subito dopo essermi iscritta, mi sono sentita agitata, ma anche contenta. Agitata perché io non so scrivere in inglese, anche se lo parlo come l’italiano. Contenta perché il mio libro, quello che vorrei scrivere, è nella mia testa ancora un’idea confusa, senza arte né parte. Poi pensavo che sarebbe bello conoscere persone che amano scrivere, come me. Infine, è un’ottima scusa per non andare in palestra il lunedì. Stamattina invece ero solo agitata. Mi sono svegliata alle sei meno un quarto, prima di tutti. Non sapevo cosa aspettarmi dal...

La foto

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Seguo con frenesia il dibattito sulla foto. E più leggo e più non riesco a capire se sia giusto o no mostrarla. Ho scritto alle sorelle e al Giorgio per sapere cosa ne pensano loro, perché capisco tutti e due i punti di vista. Ma il mio cuore vaga lontano dalla ragione. Capisco perfettamente che il potere di un’immagine vale molto più dei milioni di articoli messi a nostra disposizione negli ultimi quattro anni sulla drammatica situazione siriana. Articoli che non tutti abbiamo avuto voglia di leggere. Forse. Non so. Poi c’è il discorso sacrosanto, un po’ quello di Charlie Hebdo, sulla libertà di stampa: se un giornale o un individuo vuole, può stampare quello che vuole, perché grazie a Dio abbiamo (quasi) superato tutti i divieti che il nostro regime fascista e la Chiesa avevano imposto all’informazione, ma anche all’arte. Dire di non voler vedere un’immagine spiattellata ha sempre un retrogusto di censura, che io aborro per principio. Facile, troppo facile,...

La noia la noia io non ci vivo più (V.R)

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Non so a voi, ma a me la noia porta per mano nei meandri più bui e desolati della pigrizia, quelli che mi hanno sempre insegnato a combattere. La noia mi fa passare la voglia di fare tutto: scrivere, uscire, telefonare a un amico, fare il bucato, stare con i miei figli, fare l’amore con mio marito.  La noia mi fa odiare il mare, mi fa sentir fatica quando vado in bicicletta, non mi fa andare in palestra, mi fa mangiucchiare cagate, mi fa passar la voglia di leggere un libro, mi fa rimanere indietro nelle cose. La noia, credo, è una malattia, è come un virus, un cancro, una sanguisuga che mi succhia tutte le energie e mi fa passare ore a guardare video idioti su youtube, ore su facebook a guardare le foto delle vacanze di persone che non conosco e mai incontrerò, che mi fa fumare di più, bere di più, isolarmi di più. Eppure a volte sembra trasformarsi nella persona più seducente mai esistita al mondo. La noia mi convince che non sono brava a fare quello che faccio...