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Showing posts from June, 2021

Giardinetti Giuseppe Viola (in arte Beppe)

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Oggi la via Sismondi è in fermento. Dopo tanti anni, dopo l’impegno di Rossella Traversa e dell’amico fraterno Paolo Maggioni, finalmente Milano ricorda mio padre, con tanto di Rai, sindaco e tanta bella gente. I giardinetti di via Sismondi 32, che noi vediamo dalla finestra della cucina, diventeranno dalle diciotto di stasera i giardinetti Giuseppe Viola. L’emozione al trentasei è incommensurabile. Volano i “cosa mi metto?”, gli “oddio devo andare dal parrucchiere”, i “per fortuna ho fatto la pedicure qualche giorno fa” e i soliti “sì, ma togliti i baffetti che si vedono”. Come dice Serena, cinque donne che si devono preparare per un evento importante creano un’energia che neanche l’Enel. Oggi rivedremo gli amici di papà, quelli che hanno lavorato con lui e che in qualche modo sono testimoni viventi del suo esistere. Sì, perché dopo quarant’anni molti ricordi cominciano davvero ad annebbiarsi, alcuni sono già spariti. Ma c’è ancora in giro gente che ha delle belle cose da raccontare e...

tran tran ma senza il tram

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  “Ma come, eri qui due mesi fa!”   È la frase che mi sono sentita dire dalla panettiera di via Lomellina, che mi conosce da quando avevo sei anni. In effetti, c’ho quasi preso gusto a venire a Milano spesso. Sono venuta a trovare mia mamma, che avevo lasciato un po’ giù ad aprile e che adesso invece è rifiorita ed è tornata la solita Cianciulli di sempre (o Cianci, come la chiamiamo noi in famiglia).   Sono rientrata senza dover fare troppi sforzi nella mia routine solita di quando sono qui: la mattina si sta a casa a fare un po’ di mestieri, poi verso le dieci arriva Milena (mia zia, che odia essere chiamata zia) e si fuma una sigaretta insieme, a volte si beve un secondo caffè.  Dopo Abatantuono, Milena è la persona che mi fa più ridere in assoluto e non solo perché si arrabbia con mia mamma quando dice Santa Pace (“devi dire cazzo!”), ma per come usa iperboli divertentissime per raccontare piccole cose che le succedono. Una delle più belle che mi ha raccontato ul...

Sensi di colpa ne abbiamo?

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Ogni mattina, quando arriva il pulmino che porta Luca al centro, quando Emma va a scuola e Dan si ritira nel suo ufficio nel sottoscala, io mi faccio un bel caffè e mi accendo il mio amato iPad. La prima cosa che guardo sono i titoli di Repubblica, dove spesso e volentieri trovo brutte notizie di femminicidi, figli che ammazzano i genitori o viceversa, Salvini che dice cazzate, la sinistra che si divide in un altro, microscopico partitino e litiga con gli altri ventitré. Cose così. Poi apro il Washington Post, che di cattive notizie ne ha ancora di più: gente che entra nei locali o nelle scuole o nei posti di lavoro con fucili tipo guerra del Vietnam e ammazza tutti; gente che per colpa del Covid adesso non ha più casa; i repubblicani che insistono a dire che Trump è la persona più corretta nella politica americana; oggi c'era addirittura la notizia che in Arizona hanno deciso di ammazzare la gente in attesa della pena di morte con il gas, proprio come facevano i nazisti (non quell...