Quello che canta Onliù
Tornavo da un viaggio in macchina di più di un’ora fatto con il cuore pesante per l’agonia di mio suocero, che infatti è morto qualche ora dopo. L’agonia sua, e quella di Dan, che amo follemente e che ha già perso la sua mamma un anno emmezzo prima. Ero entrata nella stanza dove mio suocero stava morendo pronta per dare supporto, ma invece non ce l’ho fatta a vederlo così, a vedere Dan di fianco a lui che gli teneva la mano e aspettava paziente e triste l’ultimo affanno di respiro prima del silenzio eterno. Tornata a casa, dove avevo lasciato i miei tre bimbi da soli per più di tre ore, ho acceso il computer e dal monitor è uscita una pistola e mi sparato in faccia: leggo che è morto Enzo. Jannacci, dico: quello che canta Onliù. Il pianto è stato all’inizio composto, e poi con le immagini che avevano cominciato a passarmi davanti agli occhi, è diventato singhiozzo, e poi strazio. Squilla il telefono: mia madre, anche lei provata mi dà la notizia. “Se n...