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Showing posts from February, 2014

First World problems

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Ecco il pezzo che ho appena scritto per la smemoranda . Ovvero: quando è troppo è troppo. Presente quando vostra madre vi diceva, davanti ai sei fusilli freddi rimasti nel piatto, che con tutti i bambini che muoiono di fame come ci permettiamo a sprecare il cibo? Ecco, pensavo l’altro giorno, mentre mi lamentavo con un amico dello sporco sul parquet della sala che lasciano i quattro muratori che mi stanno facendo il terzo bagno e due camere da letto in più in una delle mie due case, quella su tre piani nel centro di Cambridge, che ci saranno anche problemi ben gravi al mondo, tipo i bambini con la pancia gonfia che muoiono di fame (quelli che farebbero di tutto per finire i tuoi fusilli, dico), o la mancanza di antibiotici in molti villaggi o lo sfruttamento del lavoro minorile (quelli che fanno i nostri iPhone, per esempio), ma un parquet sporco fa proprio tristezza. Insomma, che il Terzo Mondo avrà anche i suoi problemi, non nego, ma anche per noi (soprattut...

Il titolo è: amami e sgonfiami

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Questa volta, ho due ospiti d’eccezione: due delle mie sorelle, Anna e Serena Viola, a cui ho posto un quesito importante: come facciamo per convincere il mondo ad abolire San Valentino? E se non ci riusciamo, come dovrebbe essere una serata romantica? Cosa evitare per non fare disastri? Abbiamo scelto il numero 14 visto che anche qeust’anno questo maledetto San Valentino cade il 14. Ci siamo ritrovate tutte e tre su Skype, e in un’ora emmezza di risate tipo seconda media, abbiamo compliato queste liste, che vi propongo senza il minimo pudore. 14 Ottimi motivi per abolire San Valentino: 1. I Baci Perugina fanno venire i foruncoli, il culo grosso e aumentano notevolmente il colesterolo 2. Istiga i suicidi ai single (quelli non per scelta), che magari si buttano sotto il metrò all’ora di punta bloccando il traffico cittadino 3. L’amore dura dalle 3 alle 6 settimane, e poi è tutto in salita, per cui c’è ben poco da festeggiare 4. Si rischia di ricever...

Nebraska

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Situazione tipo: sei in una casa isolata, nei boschi, sola (con due cani), e non hai portato il lavoro a maglia. Il libro, dopo averne letto un centinaio di pagine, comincia a consigliarti di fare altro. Cosa fai? Se hai una sorella, Anna che ti dice su Facebook che sta andando al cinema a vedere Nebraska, fai questo: guardi gli orari del cinema a quaranta minuti dai boschi, nel paesino dove tutti si credono alternativi perché c’è ancora un negozio di dischi. Nebraska: 16:10. Doccia, crema e vai. Mi siedo su una poltroncina di una fila a sinistra, dove ci sono due persone, entrambi senza compagni. Dietro, davanti e nelle file dall’altra parte del corridoio l’età media è sulla settantina. Neanche oggi cucco, mi dico spegnendo il telefonino. Va bene anche così, considerato quel sant’uomo di marito che mi ritrovo, rimasto a due ore di distanza con tre figli (due adolescenti, di cui uno autistico, e l’altra che ha mollato il moroso, e una bimba geniale ma logorroica di...

Davide e Golia, revisited

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Non sono certamente la prima, e non sarò senza dubbio l’ultima, a pensare alla storia di Davide e Golia come a una metafora per spiegare il forte impatto che ha l'atto di sbalordire le persone comportandosi diversamente da come ci si aspetta.  Per chi non ha voglia di concentrarsi, ricordo che Golia era un gigante, pieno di armi e di cattive intenzioni, che fu scelto dai filistei per sfidare il popolo ebraico: era il loro guerriero più forte, armato fino ai denti e avrebbe combattuto contro la sua controparte ebraica per stabilire (già allora) chi fosse il capo di chi. Il popolo ebraico non aveva nessuno della stessa stazza da proporre e nessuno osava farsi avanti, tranne un pastore piccolo e senza bombe a mano nascoste nella giacca. Lo lasciarono andare a combattere contro il gigante con dei sassi nello zainetto, mentre tutti i bookmaker della zona si vedevano già ricchi e famosi. E invece Davide sorprese Golia e tutti gli spettatori, e con cinque pietre e ...

Prima di andare al linciaggio di Woody Allen

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È stata decisamente una settimana di fuoco, ogni giorno una notizia forte: la tragica morte di Phillip Seymour Hoffman, che mi ha distrutto, il Superbowl, che mi ha dato un’ottima scusa per uscire con la mia amica Cristina invece di guardarlo, il Black Histoy Month (febbraio), storico periodo in cui si celebra la cultura nera in America. E poi la lettera della figlia di Mia Farrow sul New York Times, in cui accusa Woody Allen, ex compagno di sua madre, di averla molestata quando aveva sette anni. Inizia così: “Qual è il tuo film preferito di Woody Allen? Prima di rispondere, dovresti sapere: quando avevo sette anni, Woody Allen mi prese per mano e mi portò in un attico piccolo e buio al secondo piano di casa nostra. Mi disse di coricarmi a pancia in giù e giocare con il trenino elettrico di mio fratello. Poi mi molestò. Mentre lo faceva mi parlava, sussurandomi che ero una brava bambina, che questo sarebbe stato il nostro segreto, promettendomi che saremmo andati a...