La malinconia del Natale
L’immagine iniziale del mio filmino natalizio è sempre la stessa, ogni anno: di sottofondo c’è “I Get Along Without You Very Well”, di Chet Baker, io sono in piedi vicino alla porta finestra della mia camera da letto di Becket, dove c’è più campo, sorrido, parlo gesticolando e poi rido al telefono. La mia voce non si sente, è un’immagine tipo réclame del Mulino Bianco per dire. Fuori il paesaggio propone un bosco con gli alberi spogli, il fiumiciattolo quasi completamente congelato, ma che ha ancora un rigolo d’acqua che scende fino al lago, che però dalla finestra non si vede. Per terra, un po’ di neve e il resto è un tappeto di foglie secche, bagnate. L’amaca, tra i due alberi a sinistra, è tristemente abbandonata nelle grinfie dell’inverno dell’America del Nord-Est, New England, per la precisione. Brutale. Desolato. Senza nessun accenno di tiepidità fino ad aprile. Io fumo. La telefonata, che in questo film non si sente, inizia sempre con Serena che risponde al te...