Il gioco dell'oca
Dopo la crisi epilettica che ha avuto Luca, mi sono trasformata in una persona diversa, non come Dan, che sembra tranquillo, come sempre molto razionale, e continua a dire che secondo lui non succederà più, e che dovesse succedere ancora, adesso sappiamo cosa fare. Beato lui. Farei carte false per avere almeno un angolino del suo carattere, che lascia poco spazio alla paura e alla disperazione. Io invece non sono per niente tranquilla, e come più di vent’anni fa, sono ricaduta nell’angoscia e nell’ansia del chissà cosa ci dicono adesso i dottori, del chissà cosa trovano nel cervello, dell’adesso cosa facciamo. Sono ritornata alla partenza, devo riportare la mia pedina alla partenza, ricominciare da capo il gioco dell’oca. Siamo ancora lì a consultare neurologi, a fare gli elettroencefalogrammi, a sperare che non sia nulla di grave, a temere l’ignoto. A rivedere un film già visto. Ad avere paura per Luca. Questa volta sono cascata nel vortice dell’ignoto con una pedina in p...