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Showing posts from July, 2020

Scintille cerebrali

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E domani sono cinquantadue. Come dice mia madre, cominciano a essere tanti. In effetti, mi accorgo che sono nell’età in cui penso spesso a quello che ho fatto o quello che avrei voluto fare, piuttosto che a quello che farò. Non sono vecchia vecchia, lo so. Ma ci sono cose che mi piacerebbe fare, anche se il treno è già passato da tempo. Mi piacerebbe tornare a studiare, prendere un dottorato in sociologia. Mi piacerebbe allattare ancora. Mi piacerebbe fare il giro del mondo. Mi piacerebbe gioire e poi soffrire per un amore sbagliato in partenza. Mi piacerebbe avere tutti i capelli castani, invece che grigio e castani. Mi piacerebbe poter tornare indietro e, con il senno di poi, cambiare un po’ la rotta. Non ho ancora mai avuto cinquantadue anni, per cui non so come mi sentirò a quell’età, ma se sono simili ai cinquantuno, penso che anche in un momento di quest’anno, in una notte piena di falene e di stelle come stasera, mi ritroverò a fare due con...

Ho pensato che penso troppo

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Mia mamma crede agli angeli custodi, e crede anche che salvino la vita a Luca ogni volta che ne fa una delle sue. Io no: non credo che siano gli angeli custodi a salvargli la vita. Credo invece che finora siamo stati molto fortunati che non sia ancora morto. Ma che potrebbe benissimo succedere da un momento all’altro. Ieri pomeriggio Dan e Luca sono partiti per Becket, mentre io e Emma siamo rimaste a Cambridge: sabato e domenica ospitiamo June, il dolcissimo pitbull di miei vicini che ha quindici anni e ha un tumore maligno. Ieri sera, mentre guardavo un documentario avvincente,  Dan mi telefona Dan con voce allarmata: Luca aveva scambiato la bottiglia di candeggina con quella del latte, se ne era versato un bel bicchiere e stava per berlo. La coincidenza, l’angelo custode o la fortuna hanno fatto sì che Dan, che stava guardando la tele, si girasse nell’esatto istante in cui Luca stava portando il bicchiere alla bocca. Non è successo nulla, ma avrebbe potuto succede...

Tra l'alloro e il rosmarino

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Oggi ho scritto un post per il blog che era cattivo, pieno di rabbia e di dolore e, qualche minuto dopo averlo pubblicato, mi è venuto il dubbio di aver fatto una cagata pazzesca. Riguardava - lo scrivo perché mi serve per spiegarmi - un passato lontano che ha a che fare con mio padre e il suo lavoro, storia di cui tra l’altro non conosco bene i dettagli. Ho chiesto, tra gli altri, il parere del mio amico Giorgio, a cui l’ho mandato da leggere. Ha risposto che si tratta di cose accadute molti anni fa, ormai lontane che quella generazione è ormai anziana, spaventata, con gli acciacchi. Perché, dopo quarant’anni e passa, dovrei tirare su tutto 'sto polverone che in fondo non mi riguarda? Perché entrare così prepotentemente in beghe di mio padre? E poi perché scriverlo in generale? Cosa si può ottenere da tanta rabbia? Anche Anna, mia sorella, che ho contattato quasi subito, mi ricorda che comunque papà si è divertito, e ha voluto bene a tutti. Se non aveva detto ni...