Contare cromosomi: pensieri sulla sindrome di Down
Quando ero ragazzina, mi ricordo che la figlia diciottenne di un’amica di mia madre si era innamorata di uno che non piaceva ai genitori, e lei per ripicca si fece mettere incinta da lui e annunciò che avrebbe tenuto il bambino. Nacque, nove mesi dopo, un bimbo con la sindrome di Down, e la cosa creò ulteriore drammi in famiglia. Io sapevo cosa fosse, perché nella mia classe c’era una ragazza, un po’ più grande di me, con la sindrome di Down. Mi aveva colpito molto la sua gentilezza e la sua pacatezza. Eravamo diventate amiche, e io ogni tanto andavo a casa sua a fare i compiti e sua mamma ci dava il permesso di andare in fondo alla sua strada a comprare il gelato. Un giorno, l’amica di mia madre venne a casa nostra con il nipotino e ricordo che mi si consigliò di non dire assolutamente la frase: “Che bel bambino”, perché avrebbe potuto sembrare una forzatura. Arrivò questo bambino, di una bellezza strepitosa, con gli occhi vispi, i capelli, pochi, dritti diritti e u...