Luca, latte e quarantena
Ore 11: 10 Non l’ho (scusate, arrivo) Ore 11: 25 Non l’ho mai (cazzo! Un attimo) Ore 11:39 Eccomi, spero. Dicevo: non l’ho mai chiamata malattia mentale perché non la è. Ma sono le 11:40 (nel senso di ventitré) e negli ultimi quindici minuti, malgrado la mia speranza di stare tranquilla prima di andare a letto, sono stata interrotta due volte. Da Luca. L’autismo, lo so, non è una malattia, ma una condizione. Ci sono lati belli e positivi, lo so, ma sticazzi. Diciamo che la condizione di autismo porta con sé delle patologie che non sono in sincronia con una pandemia. Spero di essere stata politically correct , ma vi giuro, provare per credere. La parte più difficile di gestire una persona come Luca, e cioè a bassissimo funzionamento, è la sua parte ossessiva. Fino a ieri era il latte. Ora dite: ma che te frega, dagli tutto il latte che vuole pur di tenerlo calmo. Sono periodi difficili e non è il momento di cambiare niente. Ma il problema è che non ...