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Showing posts from March, 2019

Sei anni senza Enzo

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--> Questo blog ha cominciato a girare di più dopo che io avevo scritto una cosa in cui avevo fatto la stronza con Enzo. Per sentirmi meno in colpa, mi continuo a dire che fino ad allora, questo blog veniva letto da mia mamma, dalle mie sorelle e da alcuni ex compagni delle superiori, e che non avrei mai pensato che diventasse una cosa virale. Una scusa loffia, a voler vedere. Fu una reazione a una lunga intervista che gli fecero sul Corriere Della Sera, in cui Enzo disse di aver scritto delle cose che in realtà aveva scritto mio padre o comunque insieme. Ma come disse giustamente mia madre, sono cose tra mio padre e il suo amico, e io non c’entro niente. E come mi disse altrettanto giustamente Gianni Mura al telefono, è un po’ come sparare sulla croce rossa: Enzo allora stava già molto male e perché rivangare proprio adesso una storia di milioni di anni fa? La mia speranza è che non l’abbia letto, perché so che gli avrei procurato un enorme dispiacere...

Il quarto di X di Shmoo

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Si chiama Robertsonian Translocation 21q 21q il tipo di sindrome di Down che si porta sulle spalle Luca da ormai ventidue anni. È molto rara: invece di avere un cromosoma in più, come le persone con la sindrome di Down più comune, ne ha solo un quarto in più di una delle X del cromosoma, e neanche in tutte le cellule del corpo. Un “errore” genetico minuscolo, ma che ha ripercussioni enormi sulla vita di una persona. Facemmo mille esami prima di renderci conto che era quel pezzettino di un cromosoma a rendere Luca una persona così diversa da quello che ci aspettavamo durante la gravidanza: risonanze magnetiche, esami del sangue, esami delle urine, elettroencefalogrammi, elettrocardiogrammi, visite infinite da neurologi, professori illustri a Boston, a Baltimora, a New York. Il suo quarto di X era ben nascosto, e l’ultima cosa che si pensava fosse il motivo per cui Luca non stava crescendo come avrebbe dovuto era proprio la sindrome di Down. ...

La depressione soffre il solletico

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Come ogni volta, dopo aver consegnato il mio ultimo libro all'editore, mi sento come se non avessi la terra sotto i piedi perché non ho più nessun progetto in ballo. Questo, almeno nel passato, è sfociato in un periodo in cui la depressione, di cui soffro da anni, trova il modo di risvegliarsi e di impossessarsi di me. Questa volta, però, spero sia diverso. Ho deciso che questa volta la combatto ancora prima che arrivi. Ai primi sintomi, tipo la voglia di non fare niente, l’inspiegabile stanchezza, la voglia di ritirarmi nel mio guscio e non vedere nessuno, la mia amica Cristina mi fa: “Oh, mi sono iscritta in palestra. Dai, vieni anche tu!”. Io e la mia amica Cristina ci eravamo già iscritte in palestra insieme l’anno scorso. Poi ci siamo andate per due mesi abbiamo mollato, perdendo anche un sacco di soldi. Ma questa volta la palestra è arrivata al momento giusto: sono ingrassata, anche per via del nuovo antidepressivo che mi fa stare m...