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Showing posts from March, 2017

Quattro anni senza

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Non sono mai stata brava a lasciar morire le persone a cui voglio bene. Non ce la faccio a dire che è arrivato il momento di lasciarli andare via. E forse che ne so, non è neanche necessario farlo, questo sforzo di tirare avanti senza niente di loro. Ma ci sono delle morti più difficili delle altre, e hanno a che fare, tanto per cambiare, con quella di mio padre. Era giovanissimo quando è morto, e non aveva certo pensato a cosa lasciare a noi in caso  gli fosse venuto un ictus in ufficio, anche perché quello che aveva in più lo spendeva in scommesse o in altre frivolezze del genere. Ma aveva costruito attorno a sé un mondo molto particolare, fatto di tanti tipi di persone, soprattutto maschi, che aveva racimolato durante i suoi pochissimi anni di vita: c’erano “quelli della Rai”, “quelli del bar”, “quelli dell’ippodromo”, “quelli dell’infanzia”, “quelli di Magazine”. Sono come diverse cellule che insieme creano un tessuto grande abbastanza da farci un bellissimo ...

8 marzo non mi freghi più

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A dire il vero non avevo ancora deciso se andare o no in sciopero: a casa mia molte delle cose che devono essere fatte, sono suddivise fra me e Dan, e non mi sembrava avesse molto senso che lui tornasse dall'ufficio con la spesa, pronto per far da mangiare, e trovasse i piatti della colazione ancora nel lavandino. Per cui, prima di   scendere nel mio studio a lavorare, ho fatto le due o tre cose di routine: i letti, messo a posto la cucina, la doccia. Alle 10, prima di iniziare a scrivere, ho deciso di chiamare l'agenzia a cui avevo richiesto il certificato di nascita di Emma per il passaporto italiano: mi hanno mandato quello dei due che non mi serve (una storia lunga che non sto qui a raccontare). Mi faccio un altro caffé e telefono. La vocina registrata mi annuncia che la mia telefonata è importante, ma che devo aspettare. Me lo annuncia tra una musichetta e l'altra, per circa mezz'ora. A quel punto non posso mettere giù, avendo già investito...

Fastidio

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Noi tutti facciamo parte dello zero virgola zero zero due della popolazione mondiale che ha tutto o quasi. Abbiamo un'intelligenza che ci permette di fare cose interessanti. Abbiamo il privilegio, nella vita, di fare scelte. Abbiamo una casa, da mangiare, la macchina, il telefonino, le scarpe della festa, gli amici, gli affetti, la torta al compleanno, i vestiti per tutte le stagioni, gli ex fidanzati, il film preferito. Abbiamo, come si suol dire, il culo nel burro. Lamentarci è davvero un insulto alla miseria umana. Eppure. Eppure ci sono delle cose che, come spesso dice il mio amico Luca Bottura, ci danno fastidio e che, messo un attimo da parte quel senso di privilegio che ci portiamo dietro, ci fanno salire la pressione. Ho deciso di farne una lista, che vi invito a fare vostra aggiungendoci quello che volete: Gli ignoranti che te la vogliono spiegare. Dan che non risponde mai al telefono. Gli juventini. Il fuso orario. Il momento in cui ti accorgi...