Pantaloni stirati
Nel Massachusetts è sempre così: la primavera dura due, tre ore al massimo, poi arriva il caldo mortale. Siamo passato da 4 gradi a 35 nel giro di due giorni. Sono iniziati tutti i rumori delle arie condizionate, dei sandali strisciati sul marciapiede, e, purtroppo, degli uomini con bermuda, calzette nere metà polpaccio e sandali. Oggi ho deciso di fare il cambio di stagione. Ho tirato fuori dall’armadio la grossa sacca trasparente di Ikea in cui l’anno scorso avevo messo tutti i vestiti estivi. L’ho aperta lentamente. Ho pensato subito che l’anno scorso, quando li avevo messi via, mia mamma era ancora viva. Lo so, cazzo c’entra con il cambio dei vestiti? Niente, solo che io ero una persona completamente diversa da adesso. Ero ancora intera. Ho ritrovato la mia gonna rossa, quella lunga, e le magliette messe lì, in modo un po’ stropicciato. Sul fondo della borsa, poi, li ho visti, ancora intatti: i pantaloni di lino gialli che mia mamma mi aveva stirat...