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Showing posts from July, 2016

Diario di bordo- quinto giorno (terzo da soli)

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Come ogni estate, il primo giorno sono partita gasatissima: quando io e Luca saremo da soli a Becket, mi dicevo, faremo la doccia tutte le mattine, poi ci faremo il letto, poi una bella passeggiata, andremo a comprare la frutta e la verdura alla fattoria perché costa cara, ma è più buona, poi andremo a cucinarla insieme, a casa, ascoltando Stevie Wonder che piace tanto a tutti e due. Staremo bene insieme, sarà bello avere il suo affetto incondizionato. Al quinto giorno (terzo da soli) non mi lavo più neanche i denti, i letti non ho nessuna intenzione di farli, mangiamo gli avanzi di sabato perché chi ne ha voglia di andare a fare la spesa. Mi sono ricresciuti i peli sulle gambe e sotto le ascelle e li guardo come se fossero un problema di altri, non ci cambiamo la maglietta da quel famoso primo giorno, né io né Luca. L’isolamento della campagna ci ha resi ormai allo stato brado. Hanno vinto loro: la campagna con la sua natura, il suo silenzio che strodisce, la ...

Diario di bordo: primo giorno.

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C’è poco da fare: andare in vacanza con Luca è difficile: è difficile stare in albergo, difficile andare in spiaggia (che odiamo tutti e due), difficile portarlo appresso a fare shopping o a fare i turisti. E poi abbiamo i due cani: cosa ne facciamo dei due cani d’estate? Per quanto tutto questo sia vero, non è neanche giusto che le ragazze non facciano vacanze per colpa di Luca, ovviamente. Per cui il programma estivo, ideato da me, è il seguente: Sofia va per un mese   a lavorare al campo estivo lontano da casa che le piace tanto, poi torna per due giorni e riparte per la Danimarca con la sua amica. Dan e Emma vanno al mare, a Cape Cod, che, dopo Walt Disney e i serpenti nel letto, è il mio incubo ricorrente più allucinante. Io, Luca e i cani (due) stiamo nella nostra casetta di Becket, tra i boschi e i laghetti della parte più a ovest del Massachusetts. Stare da soli con Luca ha dei vantaggi: è una persona estremamente tranquilla, e affettuosa (fin troppo,...

Cosa c'entra mio figlio con Nizza?

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Stavo finalmente lavando la tazzina della colazione, quando verso le 17 ho letto di quello che è successo a Nizza. Ovviamente la tazzina non è stata lavata e mi sono incollata al computer per seguire le notizie. Prima si parlava di una decina di morti, poi di una ventina, poi di una trentina. Poi settanta. Oggi pare ch le vittime siano 84.  Atroce. La Promenade Des Anglais, poi, come nome, mi riporta immediatamente al fatto che il mio trisavolo, il famoso botanico tedesco Ludwig Winter, partecipò attivamente al progetto e stabilì quali piante installare sulla Promenade, e dove. Sono cresciuta con tutti i racconti di mia nonna Vera su suo nonno e con le foto ormai sbiadite di lui e dei suoi numerosi figli. Insomma, oltre all’orrore delle immagini che passavano sullo schermo del computer, ero inorridita dal fatto che si associasse la Promenade Des Anglais a un atto terroristico. Mi sembrava un ossimoro.   Come scrive giustamente mia sorella Serena: "All...