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Showing posts from August, 2012

Barboni e Chomsky

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Ci sono delle volte che esci di casa tranquillo, sperando di fumarti una sigaretta camminando sotto il cielo ormai scuro delle nove di sera, e invece giri l’angolo e trovi la guerra. Abito a Cambridge, che già è un compromesso per me, che dopo una vita a Milano e nove anni a New York mi sembra di essere in Brianza, visto che non è che una cittadina. Centomila abitanti, quasi tutti plurilaureati, trilingue, politically correct e gay. In poco spazio ci sta dentro di tutto, anche la multa con dietro le istruzioni yoga per rilassarsi. Anche il sindaco fricchettone, islamico, nero e gay. Questa cittadina, separata da Boston dal fiume Charles, è divisa in parecchie zone, che si sviluppano attorno a cinque piazze. Harvard square è la più pittoresca, per via che c’è l’università e la gente ricca ma che ama il prossimo. Poi c’è anche Kendall square, la piazza dell’MIT, università prestigiosa, con Chomsky che insegna e tutti i geni under ventuno del mondo. Tra le due c’è la mi...

Altro che eredità

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Pinuccio Sciola   Non è solo perché aveva fatto ballare cifre astronomiche ai cavalli, o perché riuscì a spendere anche quello che non aveva: la verità è che mio padre non era pronto, non ci pensava proprio a morire. Non rimase molto dopo quella domenica stronza: un conto in banca in rosso, la sua Mini Minor azzurra parcheggiata davanti alla Rai, e la sua macchina per scrivere Olivetti sulla scrivania della sala. I suoi oggetti negli anni si trasformarono per noi in una misera testimonianza del suo essere passato brevemente attraverso la nostra vita, sconvolgendola per sempre: i suoi maglioni che erano ancora impregnati del suo odore; il suo accappatoio blu e bianco con la B e la V cucite in alto a destra, appeso dietro la porta del bagno; la sua agenda gonfia di fogli, appunti, scarabocchi che faceva mentre parlava al telefono; la sua rubrica piccolina di pelle marrone scuro, con dentro nomi e numeri cancellati e riscritti. Accaparrarsi alc...