Barboni e Chomsky
Ci sono delle volte che esci di casa tranquillo, sperando di fumarti una sigaretta camminando sotto il cielo ormai scuro delle nove di sera, e invece giri l’angolo e trovi la guerra. Abito a Cambridge, che già è un compromesso per me, che dopo una vita a Milano e nove anni a New York mi sembra di essere in Brianza, visto che non è che una cittadina. Centomila abitanti, quasi tutti plurilaureati, trilingue, politically correct e gay. In poco spazio ci sta dentro di tutto, anche la multa con dietro le istruzioni yoga per rilassarsi. Anche il sindaco fricchettone, islamico, nero e gay. Questa cittadina, separata da Boston dal fiume Charles, è divisa in parecchie zone, che si sviluppano attorno a cinque piazze. Harvard square è la più pittoresca, per via che c’è l’università e la gente ricca ma che ama il prossimo. Poi c’è anche Kendall square, la piazza dell’MIT, università prestigiosa, con Chomsky che insegna e tutti i geni under ventuno del mondo. Tra le due c’è la mi...