Eppure io sono ottimista
Siamo tutti rinchiusi nel nostro mondo piccolino, a fare a gara a chi è più cinico, senza immaginare che lì fuori c’è un mondo meraviglioso, che noi manco notiamo. E no, non sono sotto effetto di droghe né leggere né pesanti. Lo dico davvero. Prendi l’altro giorno, per esempio. Dan era andato in campagna la sera prima con Luca, per via che la settimana prima nel mio cassetto avevo trovato un topo mamma che aveva da poco partorito tre cuccioli tra le mie magliette. Sono magliette vecchie, da portare nella casa di campagna dove tutti mettono quel tipo di magliette vecchie. Sono magliette che non hanno mai visto un ferro da stiro disgraziato; molte di loro sono slabbrate da una delle mie tre gravidanze, sono brutte, scolorite e senza dignità. E, da adesso, sono ricoperte da placenta di topo, come se non bastasse tutto il resto. Nuda e senza forze, subito dopo aver aperto il cassetto e aver trovato la happy family di roditori stronzi, ho scongiurato Dan di...