Tre giorni e riparto
Tre giorni e riparto, riprendo il lavoro iniziato a giugno e stroncato dopo un mese causa residenza dall’altra parte del mondo. Vado, per la prima volta, in Italia senza passare per Milano: questa volta è Roma, Cortona, Bologna, Roma. E poi qui. Qui non è neanche Cambridge, che offre per lo meno una debole eppur presente sensazione di appartenenza a una città. Qui è bosco, laghi, silenzio. Solitudine. Ho paura di venire in Italia, perché so che poi torno qui e sto male, come sono stata male quando sono arrivata alla fine del mese scorso. Questa volta poi è solo una settimana, che vola via come niente. Torno a presentare il mio libro, che poi è la seconda cosa dopo la mia laurea, che ho fatto davvero per me, usando il mio cervello anestetizzato da anni passati per gli altri. Non mi devo lamentare: mentre in Italia sono sorella, figlia, amica, qui sono mamma, moglie, è il mio ruolo e basta. Che a tante persone basta e avanza, beate loro. A dire il vero è un r...