A Milano, senza perdere tempo
Mi sveglio presto, considerato che sono andata a letto che erano le due passate. Non so perché: io di solito sono una dormigliona, ma mi sembra che dormire tanto quando sono a Milano mi faccia perdere tempo. Sono qui da tre settimane e sono immediatamente entrata in una routine che mi sta comoda come una vecchia ciabatta: mi trascino in cucina a piedi nudi (“Sei proprio come tuo padre, sempre scalza!"), con i capelli tutti in piedi e gli occhi ancora sensibili alla luce. Mia mamma mi dice: “Ma è presto!” mentre accende il gas sotto la caffettiera. Il mezzo limone, che io spremo nel bicchiere pieno d’acqua tiepida tutte le mattine, è già sul tavolo, di fianco alla tazza del caffè e ai biscotti, che non mangio mai. Sembra sempre che non ci vediamo da mesi: lei comincia a raccontarmi quello che ha fatto la sera prima (lo so sono una figlia snaturata e esco tutte le sere), quello che sta facendo (di solito pulisce) e quello che vuole fare durante il giorno (andare d...