Posts

Showing posts from December, 2015

Tentar non nuoce: lettera a Babbo Natale

Image
Caro Babbo Natale, non vedo, nel libretto delle istruzioni, un limite di età per scriverti, per cui ho pensato di buttar giù due o tre desideri anche io. In cambio ti faccio il croccante quello buono che fa mia madre. Colgo l’occasione per ringraziarti   e assicurarti che in casa nostra ci sono ancora due persone, oltre a me, che credono ciecamente alla tua esisteza: Emma, che ha nove anni e che, ammetto, ogni tanto si fa prendere da certi dubbi infondati, e Luca, che malgrado i suoi diciannove anni autistici, si è fatto due conti e ha capito che è meglio essere dalla tua parte. Ecco quello che vorrei quest’anno: -        -  la possibilità di continuare a rubare la Nutella senza poi dover vedere quei numeracci sulla bilancia -        -  un pomeriggio con mio padre, che avrei delle cose da raccontargli e vorrei anche fargli conoscere i suoi nipoti -        -  la voglia di fare...

Fantasmi

Image
Allora, l’altro giorno ero con mia mamma in viale Argonne. Stavamo tornando da non ricordo dove, quando squilla il suo nuovo iPhone, che non sa ancora usare bene, e tra l’impacciato e la fierezza di sapere come fare, risponde. È mia sorella Anna, che dice che Giacomo, suo figlio che lavora in teatro, non aveva ancora finito di lavorare e che non sapeva a che ora sarebbe rientrato. Un pour parler , insomma. Ogni tanto Giacomo, quando fa molto tardi, viene a dormire da mia madre, perché Anna e i ragazzi abitano fuori Milano e lui non guida. Dunque io ho pensato subito che forse avrebbe dormito da noi. Finiscono di parlare, commento della sua innata abilità a gestire la tecnologia di questo secolo, e siamo quasi a casa. Arriviamo, ceniamo, lei guarda religiosamente Un Posto Al Sole, chiacchieriamo attorno al tavolo della cucina davanti a una spruzzatina di whiskey in una tazzina del caffé, e ci diamo la buonanotte che sono forse le undici. Io leggo fino all’una circ...

Siamo arrivati a questo, in America

Image
Qualche giorno fa ho lasciato ancora una volta la mia famiglia: Dublino, poi Milano, poi Cagliari, poi Bologna, poi ancora Milano e Dublino e infine, casa. Devo ammettere che dopo anni di viaggi solitari in posti da me poco conosciuti, questa volta mi è un po’ spiaciuto partire, per motivi probabilmente ormonali più che altro. Ma la mattina di lunedì, quando Emma si è intrufolata nel lettone, ancora calda di sonno, si è avvinghiata a me e con la voce ancora un po’ roca mi ha detto: “Mommy, please don’t go”, mi è salito un po’ di magone.  Poi invece si è vestita, è andata a scuola da sola, e dopo qualche minuto se ne sono andati anche Sofia e Luca, e poi Dan, dopo un abbraccio forte e un bacio malinconico. Io ho fatto la valigia di fretta, ho incontrato il mio carissimo amico Richard a pranzo e Cristina è passata a prendermi per portarmi al Terminal E dell’aeroporto di Boston. Ora sono qui, in una Cagliari stupenda e soleggiata. In due giorni ho già incontrato v...