Sul Giorno della Memoria: una foto
Un pomeriggio di tanti anni fa, era freddo, e io e Dan eravamo andati a trovare i suoi genitori. Chiacchierando in sala, non ricordo come, avevamo cominciato a guardare degli album di fotografie che tenevano nell’armadio dei cappotti. Erano quasi tutte fotografie in bianco e nero, di ricordi lontani, e di posti ancora più lontani. La madre di Dan, nata dopo che i suoi otto fratelli erano ormai grandi, non aveva più nessuno di vivo da parte sua, diceva. Mi faceva vedere le poche foto che le erano rimaste di sua madre, Rebecca: un viso duro, segnato da nove gravidanze e da una vita passata a Chicago, a litigare, rigorosamente in yiddish, con suo marito, che tutti dicono fosse un burbero. Diceva che la sua famiglia veniva dalla Prussia, e questa parola, che suona antica, di libri di storia delle medie, mi ha sempre un po’ colpito: mi sembrava che il tempo si fosse fermato a quelle foto, a quel periodo storico. Diceva 'Prussia' forse perché era così che l...