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Showing posts from June, 2016

Luca e le sue regole

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Torno finalmente a lavorare nel mio piccolo studio dopo mesi di latitanza. Mi piace scrivere seduta al tavolo della cucina, soprattutto perché riesco a fumare in casa aprendo la porta del giardino così quando arriva a casa la truppa non si accorge di nulla. Ma adesso che la scuola è finita, riprendo il mio posticino alla mia scrivania, lontano dal marasma dei ragazzi che gironzolano per casa già annoiati dalle interminabili vacanze estive. Quando dico ragazzi, intendo soprattutto Luca, che gira tra la cucina e la sala ascoltando a volume dieci una cover di Fly Me To The Moon inascoltabile interpretata in modo vergognoso da una ragazza, che l’unica cosa di positivo che ha sono le due poppe che si vedono dal video.  Luca sarà anche quel che è, ma a certe cose ci tiene. Luca ultimamente è diventato una presenza più imponente, e devo dire ha imparato un sacco di cose nuove, facendoci scoprire così un lato del suo carattere che non conoscevamo. In poche parol...

USA: manuale minimo di viaggio

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Siccome, come pare succeda ciclicamente, anche quest’anno sta arrivando l’estate, ho pensato di darvi dei consigli pratici in caso decideste di venire negli Stati Uniti prima che vinca Trump e che io mi trasferisca da voi (dormo anche sul divano). Eccoli: -       -  non pensate di prendere il treno per viaggiare da una città all'altra, che qui in America fanno cagare e sono carissimi. Io, per esempio, in 25 anni ne ho preso solo uno, una volta: quello prima del mio ha fatto un incidente, bloccando l’unico tratto di ferrovia Boston-New York e siamo tornati a Boston contromano che ho ancora la nausea adesso. -        - C i sono tanti scoiattoli in giro, che agli italiani che vengono qui fanno tenerezza (“Sembrano Cip e Ciop!”) e invece sono dei ratti con la coda fatta su bene, per cui statene lontano. Ieri mi hanno mangiato l’unica fragola che ho mai avuto il piacere avere sul terrazzo. Sono odiosi, in poche parole. ...

È tutta colpa nostra

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Ieri, sui giornali, ho letto di un uomo che ha dato da bere una sostanza velenosa alla compagna, incinta di sette mesi. Per ora lei è in gravi condizioni, ma il feto sembra stare bene. Un’ennesima notizia di violenza nei confronti di noi donne, ho pensato leggendo la notizia. Ci bruciano, ci violentano, ci impiccano e ci avvelenano. Da sempre.  Poi il mio amico Stefano mi ha detto che i giornali riportano che il tentato omicidio è scaturito dal fatto che l’uomo temeva che il figlio ancora in grembo della compagna avesse la sindrome di Down. Ed è come se qualcuno mi avesse sparato al cuore. Questo tipo di notizie mi distruggono, mi bruciano, mi violentano, mi impiccano. Da sempre e per sempre. Ho spento il computer e sono andata in sala a piangere, in silenzio. Sono mille e più i motivi per cui sono rimasta lì, in poltrona gonfia di dolore e di rabbia che spaccherei tutto. Ma il primo, quello che mi toglie il respiro, è il profondo senso di responsabilità...