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Showing posts from July, 2015

il 47 mi sta largo

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Domani sono 47, porca malora. Quarantasette, che poi è uno di quei numeri primi odiosi, non divisibili con nessuno al mondo, con tutti i numeri che ci sono. Isolato, spocchioso. Solo, sempre solo. Per fortuna c’è ancora quel quattro lì davanti, che sbandiera irrevocabilmente il fatto che io faccio ancora parte di quelli della quarantina. Malgrado il numero oggettivamente altino, però, mi sento ancora giovane, correndo pure il rischio di essere una di quelle vecchiette un po’ patetiche che si credono sempre ventenni.  Ma cosa vuol dire sentirsi giovani? Questo: -        -  mi commuovo per una carezza non data, per una frase buttata lì, -        -  sto ancora bene con i jeans, -        -  ho le mestruazioni regolarissime, -        -  non ho ancora deciso di smettere di fumare, anche perché vedo Keith  Richards e mi dico che ho ancora molti anni...

A mostrar le chiappe chiare, American Style

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Premetto che io odio la spiaggia, anche a Capri, per dire, per cui ammetto che forse le considerazioni che seguono sono ulteriormente aggravate da questo fatto. Premetto anche che Baywatch non esiste e che il peso medio del tipico bagnante americano supera di gran lunga il quintale, e che in bikini non fa proprio la sua porca figura. Comunque sia: so già che durante la terza settimana di agosto, quando sarò in Florida, dove tra l'altro farà un caldo micidiale, mi gireranno le palle a livelli indescrivibili. Ho avuto proprio stanotte un incubo che ero in spiaggia con la happy family. Prima di tutto non esiste stabilimento balneare, qui in America. Il che vuol dire che prima di andare alla spiaggia bisogna portarsi: sedie, ombrellone, cibo, bevande, e altri comfort minimi per sopravvivere ai cinquanta all’ombra. La gente si sveglia un’ora prima a preparare i panini che poi con il caldo fanno schifo, anche prima che il vento li abbia imbrattati di sabbia, e per...

Elliott Smith, Giove e Venere

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Ok. Forse non tutti in Italia conoscono Elliott Smith. È un cantautore americano, texano per inciso, che ha scritto delle canzoni che, per chi capisce le parole o ama la musica acustica tipo waltzer ma figo, è un genio. Per me, per esempio. Lo ascoltavo talmente tanto che una delle sue canzoni, che si intitola Waltz #2, è stata per anni una delle preferite anche di Luca. Lui la chiamava ‘ Little girl’,anche se non solo non parla di una bambina piccola, ma non dice mai quelle due parole. Ci ho impiegato mesi per capire cosa volesse dire quando mi chiedeva di mettergli ‘Little girl’. L’altro giorno ero in macchina con Emma e ascoltavamo una sua canzone e Emma mi fa: “Non la conoscevo questa canzone dei Beatles”. Ha ragione: Elliott Smith è bravo come lo erano i Beatles. Non esagero. Elliott Smith, insomma, è, o meglio era, un enorme musicista. L’ho conosciuto perché ha fatto la colonna sonora del film ‘Good Will Hunting’, che mi fa piangere ancora adesso a pensarci. ...

Confessioni di una viaggiatrice ad oltranza

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Devo ammettere che sto migliorando nell'affrontare i miei viaggi e soprattutto i miei rientri. È proprio vero che dopo un po’ ci si abitua a tutto, anche alle cose che si pensavano impossibili da accettare. Ogni volta parto verso un mondo certamente famigliare ma per affrontare esperienze sempre diverse, sempre nuove. A parte qualche amico e la famiglia, le persone con cui ho a che fare sono sempre nuove, in posti altrettanto nuovi. È un po’ come un salto nel buio ogni volta. Faccio spesso questi pensieri mentre cerco di dormire su quelle poltroncine scomodissime dell’Alitalia, con la musica che suona nelle cuffie e gli altri attorno a me che dormono nelle posizioni più strane. Sto per affrontare un’altra avventura, mi dico. E ogni volta mi sento estremamente privilegiata, perché alla mia età, con tre figli, un marito e due cani è difficile trovare spazio per vivere nuove esperienze. È difficile trovare occasioni per andare lontano, da sola, e parlare in sa...

Énas kafes: Richard il greco

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Sono anni che aspetto l’occasione per raccontare questa storia, per cui ringrazio il popolo greco per avermi dato questa rara opportunità. Storia, in realtà che non c’entra assolutamente niente, ma insomma, l’elasticità mentale deve pur essere rivalutata, perdìo. Io ho un amico che chiamarlo amico è anche riduttivo: è Richard, il mio fratello maggiore. L’ho conosciuto esattamente ventotto anni fa. A parte una parentesi (sua) in Arizona di tre anni, non è mai passata una settimana senza vederci, tre giorni senza sentirci. Lo considero una delle persone più importanti della mia vita. Richard, in realtà, è nato come amico di Dan. Si erano conosciuti durante un semestre universitario passato a Siena. Appena arrivati in Toscana, avevano conosciuto una band locale che si chiamava I Barbieri, il cui successo si intitolava “Viva il Lunedì (il giorno della festa!). I Barbieri, dopo aver conosciuto in un bar questi due americani chitarristi un po’ strani, av...

Solitudini italiane

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Dopo aver cercato di convincere amici e sorelle di venire con me, ho preso, da sola, il Frecciarossa Milano-Roma ieri mattina alle dieci e un quarto, e poi un trenino locale fino a Orte, dove un volontario del Festival Caffeina mi aspettava per portarmi in albergo qui, a Viterbo appunto, che tra l’altro, per chi non lo sapesse, non è in Toscana (come pensavo io), ma in Lazio. Sono qui a presentare il mio libro. Il signor Renato, proprietario del Bed&Breakfast mi ha accolto con genuina ospitalità e mi ha insegnato come aprire portone, portoncino e camera con una semplice tesserina con sopra il numero tre scritto da lui con un pennarello indelebile blu. “La colazione è servita dalle 8 alle 10. Benvenuta a Viterbo, signora Viola!” Stanca e accaldata mi sono coricata sul letto matrimoniale della stanza. Gli occhi spalancati fissavano le travi antiche del soffitto. Per un attimo mi sono sentita un po’ sola: sapevo che non avrei più parlato con nessuno fino alla ...