Domani mattina alle otto emmezza
Ci sono tante cose che un genitore fa fatica ad affrontare: la prima volta che un figlio viene deluso da un amico. La prima volta che va a un campo estivo per due settimane. La prima volta che porta a casa un fidanzato. La prima volta che si capisce che i due hanno fatto sesso. Si fa fatica perché la crescita di un figlio significa che il nostro ruolo di genitori diventa sempre più marginale. Scoprire che in fondo non hanno più bisogno di noi è in parte liberatorio e in parte la sensazione più dolorosa del mondo. Sofia ha diciassette anni e domani va via di casa per sempre. Passerà i suoi primi quattro anni a un college non lontano da casa, e poi chissà dove le sue ali la porteranno. Sicuramente, o quasi, non di ritorno nel nido da cui spicca il volo domani mattina verso le otto emmezza. Provo ondate di sensazioni diverse, in questi giorni. Penso che sia uno dei doni più grandi che possiamo farle, quello di darle la possibilità di frequentare uno dei college più b...