Finalmente a casa
Devo ammettere che venire a Milano mi metteva molta ansia. Certo, la mamma non c’è più da quasi due anni, ma due anni non sono che una briciola di tempo. La sua casa è ancora così come l’aveva lasciata, più o meno. L’unica assenza è la sua, e non si può ignorare, quando si arriva. L’ultima volta che ero qui, a casa nostra c’erano degli amici delle mie sorelle a cui serviva un posto dove stare in attesa che la loro casa fosse a posto, per cui essere qui era stata un’esperienza molto diversa rispetto a ieri, quando ho aperto la porta e sono stata assalita da due cose: l’immobilità straziante e il silenzio. Immobilità. Tutto è esattamente come era: il sole scende, poi sale, poi scende ancora cento volte e la casa si illumina e si scurisce senza che nulla venga toccato, spostato. Nessuno si siede sul divano, nessuno si lava i denti, nessuno apre il frigorifero, nessuno si fa un caffè da quando sono andata via io l’ultima volta. Mia sorella e mia zia sono v...